Il 15 novembre 2002, all’una di notte, carabinieri incappucciati dei Ros e agenti della Digos prelevano venti cittadini di Cosenza, Taranto, Napoli e li rinchiudono nelle carceri speciali di Trani, Latina, Viterbo.
Sono tutti esponenti del movimento dei movimenti, quelli che la stampa chiama No global.
Le accuse sono “Cospirazione contro l’ordinamento economico dello Stato e associazione sovversiva”.
Questo libro è un racconto scritto da uno di loro.

“L’economia è il motore del mondo, è il principio e la fine. Conta quello che produciamo e consumiamo; al di fuori siamo esubero, non contiamo nulla. Lo scarto fra ricchi e poveri diventa sempre più grande. Qualche centinaio di milioni di persone ingrassano e si annoiano, sei miliardi vivono sulla soglia dell’indigenza. Le foreste sono quasi interamente distrutte, il buco dell’ozono cresce, le stagioni sono falsate, l’aria è quasi ovunque irrespirabile. Di fronte a questa realtà, i giovani e i vecchi, gli uomini e le donne dei Social Forum, rappresentano una insperata boccata di ossigeno, un estremo e salutare sussulto di ragionevolezza. Vanno in giro per il mondo a opporsi alle guerre e alle politiche disumane, affrontano freddo e disagi e botte dalla polizia. E non lo fanno per arricchirsi; non lo fanno per conquistare posizioni sociali o scatti di carriera. Non è già questo sconvolgente? Che si agisca non per interesse, non per calcolo, ma per slancio ideale, per impulso di giustizia, per senso del dovere? E infatti sono loro, oggi, il sale della terra: loro incarnano l’umanità”.
Dalla postfazione di Franco Dionesalvi, 2001

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: Aria

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