Oggi, ad un anno esatto dalla sua prematura dipartita, vogliamo ricordare Angelo Pagliaro. Non solo un autore ma un grande uomo, un compagno, un intellettuale di enorme spessore. Lo vogliamo ricordare con il suo ultimo lavoro che ci aveva affidato pochi giorni prima di salutarci…Grazie all’aiuto della sua famiglia e del coautore Paolo Attanasio, vede la luce “La Canaglia”, la raccolta dei numeri del giornale antimilitarista degli anarchici italo-argentini che solo un appassionato come Angelo è stato in grado di scovare e rispolverare. Ti saremo sempre grati per tutto quello che ci hai dato: amore, amicizia e tanti sorrisi.

Il Fascio Rivoluzionario Italiano (FRI) è uno dei gruppi libertari poco studiati, creati da emigranti italiani in Argentina nei primi decenni del ’900. La componente calabrese, all’interno del Fascio è importante, tra i nomi più noti quello di Domenico Grillo, da Parghelia, che per anni fu segretario del FRI. Dal primo maggio del 1915, il FRI decide di pubblicare La Canaglia, “un giornale indipendente, libero da pregiudizi, senza legami di sorta, fatto di idee, ammassato di verità. Scritto col cuore, con l’anima e soprattutto, con la coscienza. Un giornale anarchico”. Queste parole, contenute nell’articolo di fondo del primo numero de La Canaglia, riassumono le caratteristiche principali del giornale di cui pubblichiamo, in questo libro, tutti i numeri disponibili raccolti nel Fondo “Ugo Fedeli” e conservati negli archivi dell’Istituto Internazionale di Storia Sociale di Amsterdam. La Canaglia è un giornale antimilitarista, scritto in italiano e castigliano, la cui incessante attività, unita a quella del FRI, produce i suoi frutti perché dei 60.000 mila riservisti attesi dal capo del governo Antonio Salandra, da mandare al macello, ne rientreranno in Italia solo 20.000.

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